A cura di Gabriele Favrin
La maggior parte delle opere in circolazione è accompagnata dalla dicitura
"Tutti i diritti sono riservati". Vuol dire che si può guardare un film,
leggere un libro o ascoltare un CD ma che non si può citare il testo di una
canzone sul proprio blog, registrarne una versione personalizzata per gli
amici o riprodurre un testo o un dipinto, nemmeno a scopo didattico, come la
recente multa della SIAE ad un insegnante ha dimostrato...
Non tutti gli autori pensano che sia giusto imporre queste restrizioni: c'è
chi, premesso il diritto di vedere riconosciuta la paternità delle proprie
opere e di poter decidere chi può guadagnarci, è ben felice che quanto da
lui creato venga copiato, scambiato e magari anche mescolato con altro
materiale per creare nuovi contenuti! Tanti alla dicitura inglese "All
rights reserved", "Tutti i diritti riservati", preferirebbero "Some rights
reserved" ossia "Alcuni diritti riservati".
Per tutelare legalmente questa voglia di condivisione una società
statunitense no-profit ha creato una serie di licenze denominate Creative
Commons (CC). Grazie all'aiuto di esperti in legge le licenze Creative
Commons oggi sono un documento con valore legale in molti paesi compreso il
nostro. Chiunque può distribuire le proprie creazioni sotto tali licenze:
basta citarle, non serve chiedere il permesso o pagare alcuno. In caso di
utilizzo improprio di materiale diffuso sotto licenza Creative Commons
l'autore può ricorrere in sede legale ed avere ragione su chi sfrutta i suoi
contenuti fuori dai limiti della licenza scelta. Esistono infatti diverse
licenze che concedono differenti libertà d'uso delle opere. E' sempre
possibile diffondere (copiare) un'opera, a patto di citarne l'autore. A
volte è consentito modificarla o creare opere derivate. In casi più rari si
può addirittura vendere il risultato ottenuto dalle proprie modifiche
all'opera altrui. Per questo motivo prima di utilizzare un contenuto
distribuito sotto CC è importante leggere bene la licenza. Alla base del
successo mondiale delle Creative Commons infatti non ci sono tanto
imposizioni e multe quanto il rispetto fra le persone.
Con questo articolo desideriamo introdurre i lettori alle tante opportunità
di circolazione della cultura offerte dal numeroso materiale disponibile
sotto licenza Creative Commons. Come ulteriore iniziativa Gabriele Favrin,
autore di questo e di diversi altri articoli per La Girandola, annuncia che
tutti i suoi contributi al sito scritti nel corso degli anni saranno
progressivamente rilasciati sotto licenza Creative Commons permettendo
quindi a chi lo desidera di riutilizzarli, a patto di non modificarli, di
non trarne vantaggi economici e di citare sempre l'autore, possibilmente con
un collegamento cliccabile al suo sito (http://www.favrin.net) o alla sua
email.
Nella colonna a destra proponiamo una serie di risorse sulle licenze
Creative Commons e di materiali rilasciati con tali licenze e quindi
utilizzabili ad esempio a scuola.
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
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