Quando si fa notare pubblicamente un problema che coinvolge tutti i cittadini, capita di venir accusati di "allarmismo" o di "disfattismo".
E' così anche quando si parla di sicurezza nelle scuole, argomento che potrebbe allarmare milioni e milioni di cittadini (alunni, studenti, genitori, insegnanti e tutti coloro che nelle scuole ci lavorano) e che, quindi, si tende spesso a ridimensionare e a sottovalutare (anche perché la prevenzione ha dei costi).
Eppure le carenze di moltissime scuole in tema di sicurezza sono da decenni sotto gli occhi di tutti coloro che le frequentano quotidianamente: ciò non significa che tutte le scuole siano a rischio; ma, non conoscendo bene la situazione, occorre valutare adeguatamente la condizione dei singoli edifici scolastici per poter intervenire con opere di prevenzione e di messa in sicurezza.
Oltre ai "più normali" rischi quotidiani - pericoli dovuti a scale, arredi, elettricità, apparecchiature dei laboratori, eventualità d'incendi - ai quali anche i bambini vengono istruiti ed educati, esistono quelli oggettivi (ma ignorati) dovuti alla struttura dell'edificio scolastico e al rischio sismico, per i quali non possono bastare le lezioni sulla prevenzione, nè i piani di evacuazione con le relative esercitazioni periodiche.
Da anni qualche associazione fa presente il problema, ma poi sono i crolli o gli incidenti nelle scuole che fanno muovere chi di dovere.
E così si spiega il recente comunicato della ministra in carica (6 marzo 2009): leggi qui.
Qualcosa si sta muovendo.
Qualcosa si muoverà ancora più rapidamente dopo il disastroso terremoto d'Abruzzo del 6 aprile 2009.
Speriamo tutti che, in futuro, non siano più le tragedie a doverci indicare quali siano le cose da fare per rendere sicure le nostre scuole e le nostre case.
Pagina a cura del Girandolaio Tix
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