L'influenza aviaria (conosciuta anche come virus dei polli) è un tipo di influenza che attacca gli uccelli e, malgrado sia nota già dagli inizi del 1900, oggi è ai primi posti nelle cronache giornalistiche.
Dal 2003 ad oggi sono 91 le vittime, 15 nei primi due mesi del 2006, ma pare che questi numeri vadano aggiornati di giorno in giorno, ormai.
E' solo (come accade spesso) un accanimento giornalistico o una dovuta preoccupazione, un pericolo reale che può mettere a repentaglio l'esistenza dell'umanità?
La Girandola è un sito per bambini e ragazzi, per cui vuole contribuire a informare in modo corretto e semplice su quest'argomento.
Vediamo quindi di esaminare la situazione per punti:
1) un virus è un oggetto biologico molto strano, non riesce a riprodursi se non "aiutato" da cellule degli altri esseri viventi (che naturalmente distrugge);
2) il virus in questione attacca gli uccelli, provocandone spesso la morte, e tra questi è estremamente contagioso;
3) il virus dell'influenza aviaria non è adattato all'organismo umano, per cui solo in dosi elevate e in individui particolarmente esposti e deboli provoca danni o la morte;
4) se oggi una persona viene contagiata dal virus non riesce a trasmettere ad un'altra persona la malattia;
5) come tutti i virus, anche questo POTREBBE però mutare, cioè cambiare in qualche caratteristica biologica in modo da adattarsi ad attaccare le cellule della specie umana;
6) se questo accadesse sarebbe anche in grado di trasmettersi da uomo ad uomo, e quindi generare un contagio globale detto PANDEMIA.
L'ultimo punto è negli incubi di tutta l'umanità, reduce da esperienze passate, come la pandemia di SPAGNOLA, che provocò nel 1918-19 tra i 20 e i 50 milioni di vittime (la Prima Guerra mondiale ne provocò meno di 10 milioni!).
Il virus, quindi è un sorvegliato speciale, cioè è sotto osservazione per scoprire eventuali sue mutazioni pericolose per l'uomo (di solito queste mutazioni avvengono nei maiali, che sono suscettibili all'attacco sia dei virus degli uccelli, sia di quelli dell'uomo): se il virus riuscisse in qualche modo a rubare le caratteristiche dei virus influenzali (nel maiale, appunto) che colpiscono l'uomo, allora il pericolo, che oggi non c'è, diventerebbe reale.
Rispetto al 1918, però, oggi sappiamo molto di più sui virus e, soprattutto, sappiamo produrre un vaccino molto velocemente ed in quantità elevate, questo non significa che non ci sarebbero vittime ma che probabilmente non si ripeterebbe il caso della Spagnola. Insomma, speriamo che passi tutto, ma se succedesse l'irreparabile certamente sapremo affrontare la cosa con la massima competenza. Auguri a tutti!
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