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Baby la Giraffa
di Greta Blu
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Quando nacque, in una notte di luna piena, la sua mamma la
strinse a sè e la riempì di tenere coccole,
tanto era felice di aver messo al mondo una creatura
così bella.
Era in effetti una giraffa molto carina e, dopo pochi
giorni, riusciva già a stare ritta sulle proprie
zampe, coraggiosa e curiosa di conoscere quel mondo che
le pareva, a prima vista, meraviglioso ed accogliente.
Tutti gli animali si complimentavano con lei quando la
vedevano passeggiare tra il verde e facevano a gara per
darle suggerimenti e consigli.
La sua vita di società divenne alquanto intensa:
le zebre la invitavano a giocare con loro, mamma gorilla
le raccontava tante storie e Baby, così si chiamava
la piccola giraffa, era tanto felice.
Si nutriva a volontà e cresceva velocemente. Soltanto
il collo non voleva saperne di allungarsi come è
consuetudine della sua razza. Infatti il suo corpo era
sorretto da quattro lunghe zampe ma il collo era veramente
corto.
Mamma Giraffa non sapeva spiegarsi il perchè ma neppure
si disperava, amava così tanto la sua creatura che era
certa che col tempo tutto si sarebbe sistemato.
Baby però vedeva le altre giraffe che, per toccar terra
o immergere il muso nell'acqua per bere, si esibivano in vere e
proprie acrobazie: lei non faceva alcuna fatica e cominciava a
domandarsi il perchè.
"Mamma, perchè il mio collo non è come gli
altri?" chiese un giorno pensierosa. "Non è
nulla, piccola mia, non ti devi preoccupare. Vedrai che prima
o poi, come per magia, si allungherà e potrai mangiare
da sola direttamente dagli alberi, anche quelli più
alti" la consolò la madre.
"Magia? Chissà che avrà voluto dire... Magia...
Magia..." ripetè dirigendosi verso il fiume per bere.
E mentre si dondolava sulle zampe, domandava agli animali che
incontrava cosa fosse la "magia", ma non ebbe risposta.
Aveva appena immerso il musetto nell'acqua fresca per dissetarsi,
quando si accorse di un'ombra scura poco distante nel fiume.
"Ciao, chi sei tu che ti muovi nell'acqua?" domandò
l'ingenua giraffa, ma non ottenne risposta.
"Io mi chiamo Baby e tu?" riprese gentilmente. Silenzio
anche questa volta.
Osservò attentamente quell'essere che sembrava un pesce ma
era troppo grosso e pure alquanto brutto, tutto scuro, con un
faccione lungo ed appuntito da incuterle timore.
"Che sia la magia?" disse tra sè la giraffa.
"Senti, toglimi una curiosità: ti chiami per caso Magia?
La mamma ha detto che il mio collo si allungherà quando
incontrerò la magia..."
A sentire quelle parole, la misteriosa creatura si mosse verso
la piccola facendo fuoriuscire dallo specchio d'acqua il suo muso
lungo contornato da una fila di denti aguzzi da far rabbrividire:
era un coccodrillo.
"Certo che sono la magia, avvicinati così mi potrai
osservare meglio" la invitò l'astuto coccodrillo.
La piccola ed ingenua Baby, felice di poter veder realizzato il
sogno di avere finalmente un collo lungo come le altre giraffe,
si avvicinò all'animale, ignara del pericolo.
"Eccomi, cosa devo fare?" domandò.
"Avvicinati, che compio la magia" rispose il coccodrillo
aprendo l'enorme bocca, già pregustando un lauto pranzetto.
Tutta contenta ed emozionata, Baby fiduciosa abbassò il collo
nell'acqua in direzione della magia… Già immaginava di tornare
dalla mamma con il collo allungato e di mangiare, finalmente da sola,
le foglioline più verdi dai rami degli alberi più alti.
All'improvviso il coccodrillo le prese il piccolo collo tra i denti
ed iniziò a tirare, tirare, tirare... Baby, spaventata,
iniziò a puntare le zampe a terra tra il fango e, con le
lacrime agli occhi, si mise ad urlare e a chiedere aiuto.
Poco distante stava riposando l'elefantino Birba il quale, sentendo
il vociare della piccola amica, si precipitò verso il fiume
in suo aiuto.
Birba, con i suoi 200 chili di peso, si scaraventò arrabbiatissimo
sul coccodrillo, lo afferrò con la proboscide e gli fece fare
un volo di diversi metri, mandandolo a finire sulla riva opposta.
Baby, si stringe all'amico piangendo ed insieme tornarono a casa.
Saputo dell'accaduto, la mamma rassicurò la piccola e le disse:
"Baby, la natura ha voluto che tu fossi speciale. Quando sarai
grande capirai da sola il significato delle mie parole. Non temere,
anche se non possiedi un collo lungo 2 metri sei per me la più
bella giraffa di tutta la savana: sei figlia mia". Tutti gli amici
animali si strinsero loro attorno, ognuno con una parola affettuosa.
Baby e Birba, tranquilli e spensierati, si misero a correre tra
l'erba alta, uno con la sua lunga proboscide e l'altra con il suo
collo rimasto corto, mentre la giornata volgeva al termine.
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